Bum bum Beck

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 2.000,00 €

Dimensioni (cm):

160

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Quello di Boris Becker era un tennis da parole crociate, fatto di attacchi verticali e volée orizzontali. Popolato di colpi decisivi, pesanti come le caselle nere messe lì a separare una parola dall’altra. Un gioco studiato e proporzionato, geometrico, tutt’altro che enigmistico, puntellato da servizi a catapulta e volée di marmo. Eseguite, queste ultime, piazzando nel punto più corretto la sua figura stoica da Bum Bum massiccio. Una sorta di Semola muscoloso moltiplicato dieci in quanto a proporzioni: decisamente più grosso e infinitamente più potente. Giovane re d’Inghilterra, con riferimento a Wimbledon edizione ‘85, come il roscetto magrolino del cartone Disney. Ragazzini speciali mossi dalla tigna dei predestinati, con tattiche diverse ma lo stesso produttive: uno estraeva spade, l’altro scagliava rocce. Il primo cadendo involontariamente all’indietro, il secondo gettandosi nelle direzioni assurde di palle sostanzialmente imprendibili. Con la racchetta persino pronta a farsi cucchiaino per riacchiappare dritti e rovesci già passati. Dentro quelle volate da acrobata lentigginoso risiedevano elementi di una grazia tutt’altro che terrena: BB (Boris Becker) come “belle” ripetuto due volte ma soprattutto come Brigitte Bardot. Che ripensarci oggi è un tuffo al cuore, doppio. Lo scatto di Boris era da gatto molleggiato, gonfio e rosso, capace pur di prenderla di legarsi una prolunga in fondo alla zampetta. Da brivido felino, come quell’atterraggio insospettabilmente morbido: cento chili buttati a terra senza far rumore. Giocatore da all-in all’All England Club, scherzando con i termini del poker: uno che sui prati si giocava tutto, sicuro con i suoi balzi disperati di poter recuperare gran parte dei suoi gettoni. Tuffi singoli ma anche doppi, e senza regole. Da una parte e dall’altra, in sequenza alternata oppure di fila nello stesso verso. Attutendo la caduta con la mano sinistra, sempre utile per ritrovare l’equilibrio. È giusto ricordarlo così, Boris, come un numero uno dalla doppia dimensione: verticale e orizzontale. Bravissimo nel trovare soluzioni come i virtuosi della settimana enigmistica. Un portiere di calcio senza guanti, Becker, fenomenale nell’anticipare la direzione del passante e partire per tempo. Proprio come si fa per sventare un calcio di rigore. È sempre stato il tuffo il suo modo di mettere una pezza - verso destra o verso sinistra – dopo aver corso come un forsennato verso la rete e in faccia ai suoi avversari. È rimasto giusto un poster da quando Boris non gioca più, stretto e lungo, attaccato proprio sopra il letto. Ha la luce incerta delle cose sospese e funziona da avvertimento: tuffatevi pure ma attenti a non sbucciarvi le ginocchia. Come i bambini e in fondo come lui: spezzato dalla vita, quello sì, ma mai piegato.