Mò je faccio la sabr

Prezzo:

 2.500,00 €

Dimensioni (cm):

140

x

110

Copia:

5

/5

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Federer è un ladro gentiluomo, Diabolik in total white, che senza scasso - sempre - sottrae il tempo ai suoi avversari. Soprattutto con quella “rispostina” di sua invenzione: la Sabr. Acronimo di Sneak Attack By Roger, che tradotto significa attacco furtivo. Un chip and charge eseguito alla velocità di un pop up, colpito al termine di una proiezione morbida verso l’impatto: tre passi lunghi, due più brevi e un saltello. Proprio come farebbe un ballerino sui carboni ardenti. Un colpo di scena intimamente legato al tempo che passa, che anche Federer vive come le dannazioni da prendere in contropiede. Per fregare la clessidra che gli pende sulla testa e per cacciare all’indietro ogni granello che segna lo scorrere dei giorni, semplicemente cadendo giù. Lui accorciando lo scambio disinnesca il timer, fregandosene della fisica e riscrivendo, volta dopo volta, alcuni principi del gioco. Ecco che il calendario non si muove più, o almeno così sembra. Spiazzare l’avversario equivale a spezzare gli attimi, lanciandosi senza troppi calcoli, oltre la logica, con l’obiettivo di minimizzare le fatiche e allungarsi la strada. Conta il come, poi viene il quanto. Prima serve divertirsi, solo dopo si pensa a raccogliere i pop-corn caduti sul divano, uno a uno. La Sabr è un urlo alla gioia e un orlo alla noia, consente di dare un taglio e permette di mostrare risvolti tutti nuovi: accorcia sia i tempi sia gli scambi e dà modo di guadagnare la rete per giocarsela da vicino. Guai a fallire nella misura però, sia del colpo sia della frequenza di utilizzo. L’effetto sorpresa rimane fondamentale. Come nel calcio quando il fantasista tira un rigore scavando il pallone. Ecco perché Federer sta a Totti come la Sabr al cucchiaio. Rispostina o palombella, il rischio non cambia di tanto. Perché anche il tennista è un portiere capace di anticipare la mossa. Gli equilibri sottili possono essere traslati da un campo all’altro, tra pallone e pallina. Ciò che ha fatto il Maestro è stato adattare il suo tennis alla modernità muscolare, spedendo cartoline alla velocità di una mail. Usando la Sabr come scudo, specchio-riflesso, per minimizzare gli sforzi e respingere ogni laser all’incrocio delle righe.